- 18 Oct 2008
Mi piace andare a skateare d’autunno: non sudi come un maiale dopo quattro spinte, la luce è un po’ più bassa, magari come ieri c’è pure vento e minaccia di piovere.
I passanti non hanno più l’unico scopo di raggiungere zone ombrose e ventilate, si guardano intorno, perdono tempo, partecipano.
Certa gente passando ti guarda strano, sorride e non capisci se ride di te o con te. Importa poco: tu sei lì a far quello che ti piace, alla faccia del clima, dei salti mortali con gli orari, dell’opinione altrui. Tu ridi già, tanto meglio se ride anche qualcun altro.
Gli anziani sono una slot machine: qualcuno supporta e si diverte, altri sterminerebbero te e la tua discendenza solo perché ti vedono (dei tuoi avi defunti hanno già delle opinioni poco edificanti), come se fossero quattro rotelle a far andare a quel paese la civiltà e la città, non i miopi interessi dei politicucci e imprenditorucci locali…
Poi sali sulla tavola e con due spinte hai l’aria autunnale in faccia, e ti ricordi che il bello di skateare è già solo correre e carvare (che nella melassa estiva è praticamente solo fatica
), e i trick chiusi tra una spinta e un’altra sono ciliegine sulla torta.
Quando poi trovi pure un bell’oggetto che si presta alla skateate punk-architect come la traversina nelle immagini, e scattano pure le foto ispirate… Bella session ragazzi! Alla faccia degli skatepark, delle mini, degli spot blasonati, dei tirck fighetti. E poi ho pure dato qualche lettera a skate…
P.S. gira voce che qualcuno si è fatto cacciare in malo modo dai banks rossi… se è vero siete dei babbi!
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