- 26 Sep 2008
X perché ho un po’perso il conto di quanti sono stati… mi pareva 3, ma poi in hard disk ho trovato tracce archeologiche discordanti…
Comunque: nel momento più hot dell’estate, quest’anno coinciso con un paio di temporali mica da poco, e con un flyer louisvuittoniano anche quest’anno il buon Ale si è fatto il sederone ed ha tirato su una 4 giorni di skate & rock & fun.
Strutture easy portate da cooping, con una linea bank-piramide-bank, qualche rail, ledge, jump sparsi per il campo da basket davanti alla spiaggia della zona A han reso la situazione forse non da paura a livello tecnico, ma super a livello di skate in relax e col sorrisone. Che poi è quello che conta, che se uno vuole (e può…) il livello tecnico ce lo caccia dentro.
Nei quattro giorni (in realtà praticamente tre, dato che uno ha principalmente piovuto) si son comunque viste un tot di cose interessanti: Skanner che fa forwardflip con le vitamine, Samir e Andrea che ollano i bank il primo in flip ed il secondo in sad, giocattolamenti vari su quella struttura che ormai si fa prima a chiamare barça con Centa che la passa in fs noseblunt, Montagner che passa la piramide in bs 360, Angelo Netto che va sempre più alto, consistente e stiloso… Poi ovviamente, essendo ferragosto in spiaggia, una buona dose di signorine poco coperte.
E poi un tot di vecchi stinchi: TeoFuga rimette finalmente i piedi sulla tavola e le mani sulla
telecamera (bella Teo!), TeoCaocci che stava smettendo quando ho iniziato io (giusto per far due conti…), Simone “Rage”, Tilli…
Per non parlare della quantità di facce nuove… veramente un sacco (date un’occhiata al collage: ok c’è anche gente da fuori, ma molti sono ragazzi di qui, e non sono neanche tutti!). Mi sorge sempre, comunque, la solita domanda: ma perché questa impennata c’è sempre a fine estate… che tra autunno ed inverno ne smetterà un tre quarti? Per selezione naturale? Only the braves, only the braves…
Le serate sono state animate da gruppi di vari generi musicali e livelli tecnici: personalmente i ricordi migliori sono per la one-man-band di Pido, che la prima sera nonostante l’acquazzone ha riscaldato i pochi metri quadri in cui eravamo tutti al riparo, e gli Acerboni, l’ultima sera. C’è stato comunque di tutto: dall’elettronica da pasticche al trash-metal da pasticche, allo screamo, all’hip hop. Menzione personale per il dj che ha messo su “Start Today” dei Gorilla Biscuits: skateare con quello è un’altra cosa.
Una quattro giorni da paura. E qui sta l’unico appunto che mi viene da fare: forse quattro giorni sono un po’tanti per tenere alta l’attenzione e l’intensità. Si potrebbe puntare forse, ipotizzo, ad un giorno in meno, ma più densità e ritmo.
In ogni caso tanto di cappello ad Ale che ha organizzato tutto lui, e grazie per l’evento e per quattro giorni alla fine dei quali i muscoli non ne potevano più, ma non si finiva più neanche di sorridere.
Media giornaliera di skate: 6 ore, direi (il giorno di pioggia l’ha ridotta drasticamente).
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